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NOI SUPERSTITI………….

 

Ve ne siete andati così, all’improvviso

tremore di una terra dissestata

nelle sue visceri di roccia tagliente

come denti di lupi voraci.

Siete anche voi pietre di quella

che fu la vostra dimora calda

di carezze di sposa,

di sudore di lavoro paterno,

di risa fresche d’innocenza.

Noi superstiti. ancora divorati

dal terrore e dal pianto,

dal dolore sigillato a stento,

dobbiamo cominciare a vivere,

nascituri su macerie fredde

nel loro profilo invernale.

Siamo noi che odoriamo

del domani e, quando innalzeremo

di nuovo le nostre mura,

appenderemo alle pareti la speranza,

come faro di luce nella notte,

e intaglieremo i vostri nomi

sui nudi muri per richiamarvi

in vita almeno nel ricordo sacro!

 

Cecilia Coppola

 

("Il Carottese" del Gennaio 1981)

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